Mal di schiena

MAL DI SCHIENA…MI DEVO OPERARE?
 
Facciamo un po’ di chiarezza.
I termini che vengono associati in ambito medico a quello che viene comunemente 
definito “mal di schiena”, ovvero un dolore localizzato al rachide, sono molteplici:
  • Lombalgia;
  • Dorsalgia;
  • Lombosciatalgia;
  • Ernia;
  • Protrusione.
 
Lombalgia
 
E’ uno dei termini più utilizzati e può voler dire tutto e niente; di fatto  lombalgia è la traduzione in “medichese” di dolore al tratto lombare della schiena.
Lombo (parte lombare) - Algia (dolore).

 
Secondo diversi studi un dolore in questo tratto può avere più di 50 origini diverse, 
la cosa importante è accertarsi della sua reale causa.
 
Le possibili cause sono: 
  • una sofferenza del nervo (dovrà comunque essere indagata la causa a monte di questa sofferenza);
  • un problema articolare (dovrà comunque essere approfondito quale sia l’articolazione d’origine che proietta il dolore in questa zona del rachide);
  • un problema muscolare (dovrà comunque essere individuato il muscolo responsabile, che spesso si trova lontano dalla zona del dolore, non generandolo invece in situ);
  • un problema viscerale (dovrà comunque essere individuato quale viscere proietta direttamente o magari indirettamente il dolore in quel tratto);
  • compensi posturali (che possono essere ascendenti, ovvero arrivare dal basso, o discendenti, ovvero arrivare dall’alto).
 
Le molteplici cause e sottocause sottintendono quindi la necessità di una approfondita valutazione con il medico specialista, nonché una valutazione funzionale con il fisioterapista.
 
 
Dorsalgia
Quanto sopra descritto per la lombalgia è associabile a questo termine, 
l’unica differenza è rappresentata dalla zona in cui il dolore è localizzato,
ovvero un po’ più in alto lungo la schiena, per l’appunto nella zona dorsale.

 
Lombosciatalgia
 
Con questo termine si identifica il dolore con origine in alto, dalla zona della schiena 
e che può proseguire sulla gamba; comunemente viene associato ad una sofferenza 
del nervo (sciatico) ed a un problema di ernia, considerate cause esclusive di tale condizione,
anche se in realtà non sempre è così.
Di fatto in questa condizione ci può essere una sofferenza del nervo come no, 
e la stessa può essere come no determinata dalla presenza di un’ernia.
Il nervo può essere infatti irritato da delle infiammazioni o da intrappolamenti del nervo stesso
 in diverse strutture come quelle muscolari o articolari; 
anche in questo caso una corretta valutazione aiuta a capire come impostare il lavoro per 
ottenere il risultato migliore.

Una sintomatologia simile a quella data dalla sofferenza del nervo, ovvero un dolore che parte dalla schiena e va sulla gamba, può anche non essere di origine neurale ma prettamente muscolare, data da una serie di muscoli che tramite un passaggio di tensione da uno all’altro generano un dolore che si irradia lungo il medesimo tragitto di quello del nervo, potendo così generare confusione.
 
 
Ernia o Protrusione?

Innanzitutto è importante definire la sede dove avviene il tutto, ovvero lo spazio che c’è tra due ossa della colonna vertebrale, le cosiddette vertebre.
A questo livello troviamo degli ammortizzatori naturali, chiamati dischi intervertebrali, cuscinetti di gel contenuti da una guaina che è come un anello fibroso.
 
Proprio come per gli ammortizzatori della macchina ad un certo punto possono insorgere dei problemi, questi dischi possono subire delle modificazioni e le cause possono essere molteplici:
 
  • movimenti scorretti ripetuti , causa di errate sollecitazioni al disco che con il passare del tempo potranno condurre a delle conseguenze;
  • posture scorrette, causa di errate sollecitazioni a carico della colonna;
  • carichi eccessivi che la nostra muscolatura non è in grado di sopportare, non riuscendo a supportare correttamente la colonna;
  • traumi, che possono chiaramente provocare dei problemi alla colonna.
 
Tutte queste cause possono condurre al medesimo risultato, ovvero uno spostamento del disco di gel, con conseguente fuoriuscita dalla sua sede di origine, ovvero lo spazio tra le vertebre.
Quando avviene questa dislocazione, ma senza la rottura  della guaina che lo contiene, siamo di fronte ad una PROTRUSIONE.
La protusione può essere ASINTOMATICA, quindi caratterizzata dalla totale assenza di dolore, così come sintomatica.
Il dolore riferito può essere locale, e quindi in prossimità della zona, e dovuto ad una reazione infiammatoria e/o contrattura o spasmi muscolari, oppure a distanza, come conseguenza di compensi che il corpo assume con l’obiettivo di non far avvertire dolore nella zona di origine o di una piccola irritazione della radice nervosa, “stuzzicata” dal disco.
 
In caso in cui lo spostamento del disco di gel si associ alla rottura della guaina che lo contiene, si caratterizza il quadro della cosiddetta ERNIA. 

Come nel caso della protusione, anche l’ernia può essere ASINTOMATICA oppure generare dei sintomi che sono sovrapponibili a quelli della protrusione ed in alcuni casi peggiori; infatti nell’ernia il disco può esercitare una compressione importante sulla radice nervosa e portare a dolori molto forti, accompagnati da perdita di forza e sensibilità a distanza sul percorso del nervo della radice interessata.
 
CONSIDERAZIONI a riguardo: ormai diversi studi hanno dimostrato che l’ernia o la protrusione NON SONO L’ORIGINE DEL DOLORE!!! 
Ci sono infatti delle casistiche di persone completamente asintomatiche che agli esami diagnostici quali RX e Risonanza Magnetica presentano ernie e protrusioni, mentre altre che NON PRESENTANO NESSUNA ERNIA O PROTRUSIONE con dolore sovrapponibile a situazioni di problemi del disco di gel.
 
Questo per dire cosa? Avere un’ernia o una protrusione non è la fine del mondo e non vuol dire che quella è l’origine del nostro dolore, anzi molto spesso tali condizioni ne rappresentano l’effetto e non la causa.
La vera origine è rappresentata da altri problemi, disfunzioni di movimento, causa di squilibri posturali e muscolari che di conseguenza conducono a muscoli deboli ed altri molto rigidi, che sfociano in blocchi vertebrali e quindi in un carico sbagliato a livello del disco.
Il primo obiettivo dovrà quindi essere quello di valutare ed indagare tali situazioni.
 
Bisogna necessariamente intervenire chirurgicamente su un’ernia?
 
A seguito dell’insorgenza del dolore, il primo step sarà quello di rivolgersi 
al proprio medico curante che fornirà, in base all’entità della sintomatologia, 
indicazioni sulla reale necessità di rivolgersi ad uno specialista (neurochirurgo) 
per una valutazione approfondita e la conseguente definizione della strategia 
terapeutica, eventuale supporto farmacologico al fine di attenuare il dolore, 
o una visita fisioterapica.
Di fatto la strategia terapeutica non necessariamente contemplerà l’intervento chirurgico che è indicato solo in caso   di  perdita importante di forza e sensibilità.
La maggior parte dei casi trova la sua risoluzione con un approccio conservativo dove lo scopo è quello dell’individuazione della reale causa del dolore tramite un approccio fisioterapico, evitando così anche tutti i disagi determinati dal post operatorio.
 
Il fisioterapista ha il compito di risalire all’origine della disfunzione di movimento, causa della sintomatologia dolorosa, e riequilibrare le varie strutture, correggendo i vari compensi posturali, riequilibrando la muscolatura, ridando mobilità al nervo, ed aiutando così l’organismo nella riduzione dell’infiammazione; tutto questo tramite delle tecniche di terapia manuale, degli esercizi mirati e con ausilio di strumenti di terapia fisica.
 
 

Dott. Giuseppe Gagliostro
Fisioterapista e Osteopata